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Tanti libri

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Dicembre 2013: negli scorsi sei mesi sulla Domenica del Sole24ore sono uscite varie recensioni dei ‘nostri’ libri a firma di Dorella Cianci.

Eora, nel numero di domenica 22 dicembre, sono usciti un articolo d’insieme di Livio Rossetti e un’altra recensione a firma di Dorella Cianci.

Gennaio 2013: è uscito il volume EDUCARE ALLA CITTADINANZA DEMOCRATICA. Tra teoria e prassi: in memoria di Bruno Schettini

a cura di Pasquale Iorio e Filippo Toriello

Roma, Ediesse, 2012, 212 p. — L’indice

Il volume raccoglie testimonianze e saggi autorevoli che ricostruiscono il percorso di studioso rigoroso della pedagogia sociale, nonché l’impegno civico che ha contraddistinto la vita di Bruno Schettini, maestro di umanesimo. Si articola in tre sezioni tematiche che abbracciano tutti i filoni di interesse della sua attività scientifica e sociale. Risalta nel testo la passione etica e civile di una persona che non separava mai la sua attività di studioso da quella di militante impegnato in tante battaglie civiche, partecipe attivo delle tante iniziative sociali promosse sul territorio, in primo luogo sul mondo del lavoro e del terzo settore.

Docente sempre aperto al dialogo con i suoi allievi, studioso rigoroso e ricercatore “glocale” – un neologismo che gli piaceva molto – nel campo delle scienze umane e filosofiche, di Schettini va ricordata la capacità di “fare ricerca” nella Facoltà di Psicologia della SUN, a partire dalla sua curiosità epistemologica capace di sorprendere sempre. Riusciva a “fare ponte” tra discipline diverse, tra istituzioni, persone, storie di uomini passati e problematiche del presente. Ricercatore e uomo di relazione, profilo di intellettuale acuto e profondo, persona capace di “motivare all’umanità”.

Il volume costa 13 euro, ma tramite AMICA SOFIA si può ottenere di comprarlo a 10 euro. Basta solo versare i 10 euro insieme con la quota sociale 2013.

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(A) la collana FILOSOFIA CON I BAMBINI

(B) Altri titoli

FILOSOFIA CON I BAMBINI

collana diretta da L. Rossetti (ed. Morlacchi, Perugia)

9 – Per una critica della ragion puerile

a cura di Anna Rita Nutarelli e Walter Pilini

con prefazione di L. Rossetti

Perugia, Morlacchi, 2008

370 p., € 17,00, ISBN/EAN 9 788860 742629

E’ il terzo volume uscito dalla fucina di Corciano dopo “La filosofia a/ha sei anni” e “La filosofia è una cosa pensierosa”. In questo volume vengono documentate esperienze compiute in nove classi del medesimo circolo.

Le prime pagine del volume.

8 – La filosofia a/ha sei anni

L’enciclopedia filosofica dei bambini e delle bambine di prima elementare. Idee-ragionamenti sul mondo

di Graziella Carrucola, Anna Rita Nutarelli e Walter Pilini

con prefazione di Giuseppe Ferraro

Perugia, Morlacchi, 2008

210 p., € 14,00, ISBN/EAN 9 788860 741950

I tre redattori del volume insegnano da tempo nella Scuola Primaria di Chiugiana (Corciano PG) e da alcuni anni stanno lavorando sulle pratiche del pensiero e della parola tra/con/per le bambine e i bambini.

In questo caso vengono documentate le riflessioni che sono affiorate in tre prime classi durante l’anno scolastico 2006-07. Un ulteriore elemento del contesto è il “salotto” di classe, un “angolo caldo” che viene usato non solo ma anche per istituire occasioni in cui i bambini provano a dire, riflettono, e non mancano di intuire la necessaria provvisorietà di che quanto hanno provato a dire.

Per il lettore, si tratta di una rara opportunità per assistere quasi in diretta al graduale aprirsi di molte menti grazie a queste occasioni che sono all’insegna della quiete e del tempo per pensare prima di dire.

UNA RECENSIONE DI QUESTO LIBRO FIGURA IN AMICA SOFIA n° 2/2008, p. 48. Ne è autrice Stefania Panza.

7 – Mirella Napodano, Socrate in classe

Le buone pratiche della filosofia dialogica nella scuola

Perugia, Morlacchi, 2008 RISTAMPA SETTEMBRE 2008

282 p., € 18,00, ISBN/EAN 9 788860 741882

L’aspetto che più colpisce, una volta terminata la lettura dell’ultimo denso volume di Mirella Napodano, è l’appello al rinnovamento delle pratiche educative, che echeggia volutamente l’ormai classica ricerca di Jacobson e Rosenthal, Pigmalione in classe, con cui negli anni Cinquanta si dimostrò in maniera inequivocabile l’influenza delle aspettative degli educatori sul successo formativo degli alunni. Il riferimento a Socrate dice contemporaneamente della necessità indifferibile del ricorso alla maieutica dell’ascolto sul piano metodologico e del ruolo della filosofia come dialogo democratico sulle domande radicali dell’esistenza, elemento fondativo di un’auspicata agorà scolastica.
Filosofia intesa come scienza dei nessi, tessuto connettivo della conoscenza, strumento transdisciplinare che caratterizza il curricolo formativo in termini di riflessività, profondità, epistemologia delle conoscenze, ma anche di ricerca, emozionalità, pluralità di linguaggi: filosofia insomma come nuova paideia, che rinnova la meraviglia – e talvolta lo sgomento – della conoscenza nel villaggio globale postmoderno e post-ideologico.

La recensione di Gennaro Iannarone

UNA RECENSIONE DI QUESTO LIBRO FIGURA IN AMICA SOFIA n° 2/2008, p. 46-7. Ne è autore Simone Lanza.

6 – Filosofare con i bambini e i ragazzi

Atti delle giornate di studio di Villa Montesca (Città di Castello, 31 marzo-3 aprile 2005)

a cura di Livio Rossetti e Chiara Chiapperini

Perugia, Morlacchi, 2006 RISTAMPA GIUGNO 2008

315 p., € 15,00, ISBN 88 6074 064 9

Le giornate di studio del 2005 hanno rappresentato il primo tentativo di riunire gli “stati generali” della “filosofia con i bambini” in Italia, ambito che sta vivendo una fase di grande e spansione, con conseguente proliferazione di modi diversi di adoperarsi per valorizzare il potenziale filosofico delle nuove generazioni.

L’idea era, appunto, di “guardarsi attorno” e cercar di capire la direzione che poteva prendere questo philosophein molto particolare, sia nei modi concreti di innescare potenti reazioni a catena, sia sul piano della elaborazione teorica.

Tra gli autori dei vari interventi figurano anche maestri riconosciuti della P4C in Italia (come Cosentino, Santi, Pulvirenti), un insigne specialista latinoamericano (W. O. Kohan) e un bel manipolo di filosofi e pedagogisti (Cambi, Ferraro, Iacono, Mollo, Regni, Rossetti), mentre altri interventi sono dedicati alla presentazione di esperienze.

Il convegno si dotò anche di tre qualificati osservatori – un pedaggista, un filosofo e un ispettore ministeriale – i cui interventi concludono il volume così come conclusero i lavori a Villa Montesca. Si tratta di Carlo Nanni, Aurelio Rizzacasa e Anna Sgherri.

5 – Cento “maestre di filosofia” in Umbria

a cura di Anna Rita Nutarelli e Adriana Presentini

Perugia, Morlacchi, 2006 RISTAMPA SETTEMBRE 2008

132 p., € 10,00, ISBN 88 6074 037 1

Nel 2002 è iniziata, con sorprendente simultaneità, l’esperienza del fare filosofia con i bambini e le bambine in molte scuole dell’Umbria(fascia dell’obbligo scolastico): un’esperienza che non aveva precedenti e che è nata, da subito, come pluricentrica.

Scoprire di formare un gruppo di circa cento docenti tutti incamminatisi per la stessa via, tuti concentrati nel minuscolo triangolo Spoleto-Nocera Umbra-Umbertire è stata per tutti una sorpresa.

Questo libro dà la parola ai “maestri di filosofia” che si sono fatti protagonisti di un evento così impensato e fotografa “a caldo” una situazione in movimento, un pezzo di mondo che non si è ancora assestato.

4 – Walter O. Kohan, Infanzia e filosofia

a cura di Chiara Chiapperini

Perugia, Morlacchi, 2006 RISTAMPA SETTEMBRE 2008

122 p., € 12,00, ISBN 88 6074 007 X

W. O. Kohan è professore di filosofia dell’educazione a Rio de Janeiro ed è stato presidente dell’ICPIC. Da ann è impegnato non solo nella promozione della filosofia con i bambini in Brasile ma anche nella elaborazione teorica intorno a quali obiettivi proporsi e come procedere nell’offrire a dei preadolescenti l’opportunità di philosophein.

Questo libro propone dapprima una articolata conversazione tra Chiara Chiapperini e il professor Kohan, quindi una serie coordinata di suoi contributi.

L’autore ama dire che, nel pensiero infantile, vede una nascita, un inizio, una creazione, una imprevedibilità, una interruzione, un situarsi nel mondo come se fosse sempre la prima volta.

3 – La filosofia è una cosa pensierosa

ra di Anna Rita Nutarelli e Walter Pilini

Perugia, Morlacchi, 2005

260 p., € 13,00, ISBN 88 89422 73 4

Questo libro fortunato ha letteralmente inaugurato l’offerta di una documentazione su ciò che riescono pensare e dire i bambini della Primaria in apposite sessioni di filosofia tenute in classe e, nel caso delle due III e IV di Chiugiana (Corciano PG), nel “salotto” (o Sal8) di classe. A ogni bambina o bambino corrispondono diverse decine di interventi, per cui essi vi si possono riconoscere e anche il lettore adulto riesce a identificare almeno le personalità più spiccate. Da qui la magia di un libro che sono per primi i diretti interessati a tenersi stretto come “monumentum” di un periodo decisamente bello della loro vita.

Il volume, che include anche un’articolata postfazione dei docenti, ha inoltre l’impagabile pregio di farci vedere, tra l’altro, come questi bambini si rappresentano “il filosofo” e provano a dire di quale sesso se lo immaginano, di quale età, che cosa fa, a che cosa pensa e altro ancora.

Non è un caso che il libro ‘esca’ da Chiugiana perché si tratta di una scuola che, dopo essere stata pionieristica nell’adozione del tempo pieno, ha generato esperienze formative particolarmente alte.

* La recensione di Giuseppe Ferraro:.: dal Bollettino SFI 187/2006

2 – Michelangelo Riemma e Pina Montesarchio, Vedi alla voce “dialogo”

Perugia, Morlacchi, 2004

90 p., € 10,00, ISBN 88 89422 26 2

“Ma come fa a rompersi il sassolino?”, domanda Simone. La maestra Emanuela risponde con un’altra domanda, e così pure la maestra Anita. Noi maestri rispondiamo sepre un’altra cosa. Rispondiamo troppo, e le nostre risposte finiscono per non soddisfare l’intensità delle domande che ci vengono fatte.

Ma c’è un’alternativa: non rispondere, accompagnare la domanda, farne una cosa nostra, “incarnarci” in essa. Ciò che in tal modo prende forma è una relazione con la verità, con la possibilità di essere “veri”.

1 – Pina Montesarchio, La metafisica dei bambini paragonata a quella degli adulti

Perugia, Morlacchi, 2003

84 p., € 10,00, ISBN 88 89778 46 2

Questo lavoro è nato con l’intento di sostenere i bambini nella formazione e nello sviluppo del pensiero complesso attraverso un’attenta e consapevole riflessione. Tale finalità viene perseguita dall’autrice esssenzialmente attraverso il “dialogo filosofico” in classe, secondo il modello maieutico-socratico. Oggetto del dialogo sono, a loro volta, le domande che i bambini si pongono in relazione a ciò che accade e li stupisce.

Aggiunge valore a questo documento il fatto che l’autrice operasse in una tipica zona ad alto rischio nei dintorni di Napoli, osando ricorrere anche a Platone per innescare feconde reazioni nei suoi alunni.

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ALTRI TITOLI

Come nella fiaba il bambino è ancora oggi, probabilmente, l’unico che può dire: «Il re è nudo» e rompere il muro di adulazione e di omertà con il quale i grandi difendono le loro scelte, anche le più discutibili.

— Francesco Tonucci, Se i bambini dicono: adesso basta!

Olimpia Ammendola, Il cielo stellato sopra di me

Graus Editore, Napoli 2009

In un’epoca che ha ampiamente garantito il benessere materiale ai bambini, lasciando sullo sfondo il problema della loro felicità, proporre un libro di filosofia che abitui i bambini al linguaggio filosofico, a “pensare “ in termini filosofici può sembrare un ‘idea ardita. In effetti lo è, ma non senza fondamento. Bruner ci ha fatto comprendere che è passato il tempo della pedagogia adeguata alla natura del bambino in quanto non esiste una natura del bambino. Non esistono proposte precoci né esiste un’età adatta a cogliere determinati contenuti culturali e un’età non adatta. L’educazione per Bruner “non deve solo trasmettere una cultura, ma deve anche portare a contatto con visioni del mondo diverse da quella cultura e spingere l’individuo ad esplorarla”.
La scuola deve costituire “l’ingresso nel mondo della ragione”. Se questo è l’obiettivo fondamentale dell’educazione contemporanea quale disciplina migliore della filosofia può aiutare a costruire la capacità di ragionare? Inoltre il bambino va educato ad andare oltre l’ovvietà dell’esperienza, intendendo per esperienza non quella spontanea, naturale, sociale, ma un’esperienza predisposta secondo specifici e mirati obiettivi di crescita culturale. Educare a pensare anche ai bambini della scuola elementare non significa seguire il corso dello sviluppo conoscitivo dell’allievo, significa guidare lo sviluppo intellettuale, porsi a capo di esso. Non è mai troppo presto per introdurre l’allievo nel mondo del sapere così come non si è mai troppo giovani o troppo vecchi per il benessere dell’anima.
Allora il problema si sposta sul “come” porgere al mondo infantile una disciplina come la filosofia, come renderla briosa senza scadere nella banalizzazione di essa. Questo lavoro ha l’ambizione di coniugare dei termini che di solito sono in antitesi: rigore e divulgazione, brio e serietà, impegno e divertimento, fatica e gioia. Questo lavoro vorrebbe sciogliere la falsa alternativa tra la filosofia del tempio e la filosofia dell’agorà. La filosofia dev’essere dell’agorà ma deve rimanere filosofia. Raccogliendo le suggestioni e la lezione dei grandi maestri di questo secolo, da Gianni Rodari a Jerome Bruner, ho cercato di mettere in pratica i loro suggerimenti. Tra questi voglio ricordare quello di Gianni Rodari: ogni parola è come un sasso lanciato in uno stagno: essa produce tanti cerchi concentrici che si allargano sempre di più (Rodari, 1973). Insegniamo ai nostri bambini ad aver dimestichezza con parole “difficili”come: filosofia, essere, divenire, verità, anima, meraviglia. Non preoccupiamoci del fatto che il bambino non comprenda il significato preciso e rigoroso di esse. Noi non sapremo mai nella sua mente cosa può suscitare l’ascolto di esse e in che modo le utilizzerà. Sicuramente però gli schiuderanno un mondo diverso, un mondo ignoto verso il quale non può non desiderare di andare, spinto dalla sua stessa curiosità o forse da quell’istinto teoretico di cui parla Neil Postman che altro non è che la meraviglia da cui nasce la filosofia così come Platone e Aristotele ci hanno insegnato.

Sergio Viti Marinai dell’immaginario. Come raccontano i bambini

Roma, Manifestolibri, 2008

Non racconti per bambini, ma racconti ideati e scritti da bambini delle Elementari via via che sono stati alunni del maestro Viti nelle primarie di Pietrasanta e dintorni.

Alla nascita di questo libro non sono ovviamente estranei i due libri scritti da Viti e A. M. Iacono, Le domande sono ciliegie (2000) e Per mari aperti (2004, stesso editore).

Avete presente la passione di bambine e bambini per le storie nere, quei terribili horror che tu pensi, queste no assolutamente, non li farebbero chiudere occhio… In questa raccolta curata da Sergio Viti dei racconti prodotti nella sua scuola elementare, ce ne sono di strepitose. Incubi assoluti senza mezze misure possibili. Mondi divorati da lupi e vampiri che uccidono e si uccidono fino all’azzeramento di tutto. La terra che resta una palla deserta, come in una operetta morale leopardiana. Il sole che tradisce la luna con una stella malvagia, e quando torna trova i figlioletti morti, la luna dimagrita fino a scomparire: e così anche il sole si ammazzò, la terra rimase sempre al buio e finì la vita. E poi madri cattive – non le solite matrigne di una volta – che dicono bugie atroci ai figli per allontanarli dai padri, buoni ma diversi. L’immaginario come metafora del presente, ponte attraverso cui parlare della realtà indicibile, che non si potrebbe raccontare realisticamente perché farebbe troppa paura. In ogni caso niente fughe consolatorie in un paese fantastico, di balocchi. E poi però anche storie che sono sogni. Sogni di fughe, sogni di libertà. Fuori dalle gabbie, dagli zoo, dai recinti che sempre chiudono la vita. La ordinano e la reprimono. La fuga è verso una terra della possibilità e dell’invenzione. Viaggio che non termina mai, non c’è mai il traguardo finale – anche quando un personaggio arriva niente meno che al Paradiso, deciderà di ripartire: per vedere ancora, cercare. Niente è tenuto a restare al suo posto. Un uccellino nuota nell’azzurro, una pesciolina lo vede, nascono i Pesciuccelli. Intrecci fusioni scombinamenti. Un treno alla prima corsa si innamora della galleria che lo accoglie con tutte le sue luci. Alla faccia dell’alta velocità e di Freud resterà lì dentro per sempre, nell’immobilità dello spazio e del tempo. Fuori delle norme, altrove rispetto ai recinti (compresi quelli interiori), può nascere di tutto: comunità ecologiche ma non conservatrici, tenute insieme dall’apertura all’imprevisto, all’irregolare. Roba che può dare vita perfino alla scuola. Purché non sia dominata dall’Unico, cattivo maestro. [Andrea Bagni]

UNA RECENSIONE DI QUESTO LIBRO FIGURA IN AMICA SOFIA n° 1/2009, p. 48-9. Ne è autrice Adriana Presentini.

PSC. Piccoli somari crescono

Annuario 2008 del Circolo Didattico di Corciano PG

UNA SCHEDA SU QUESTO LIBRO FIGURA IN AMICA SOFIA n° 2/2008, p. 49.

Chiara Laici (cur.)
La parola ai bambini e ai ragazzi. Analisi e interpretazione dei materiali consegnati all’Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve durante le sue visite pastorali

Perugia, Morlacchi, 2008

UNA SCHEDA SU QUESTO LIBRO FIGURA IN AMICA SOFIA n° 2/2008, p. 49.

Antonio Nigro (cur.)

La casa dell’essere. La filosofia con i bambini. Pensieri, parole, immagini

Perugia, Morlacchi, 2008

UNA SCHEDA SU QUESTO LIBRO FIGURA IN AMICA SOFIA n° 2/2008, p. 49.

Antonio Cosentino

Filosofia come pratica sociale

Milano, Apogeo, 2008

UNA RECENSIONE DI QUESTO LIBRO FIGURA IN AMICA SOFIA n° 2/2008, p. 44-5. Ne è autore Neri Pollastri.

Daniel Pennac, Diario di Scuola

Milano, Feltrinelli, 2008

UNA RECENSIONE DI QUESTO LIBRO FIGURA IN AMICA SOFIA n° 1/2008, p. 48-9. Ne è autrice Betty Sabatino.

Giuseppe Messina
La storia di un tale di nome Socrate

Edizioni La Meridiana, Molfetta BA 2008

Questa bella storia, scritta da Giuseppe Messina, è indirizzata ai bambini e racconta, attraverso un linguaggio semplice e diretto, il personaggio Socrate, gli aneddoti che lo riguardano ma soprattutto le discussioni filosofiche di cui fu protagonista. Viene sottolineata dall’autore la propensione di Socrate per il dialogo e il confronto e viene messo ben in evidenza come queste fossero sue le armi educative. Diversi capitoli sono dedicati al processo e ai motivi che portarono Anito, Meleto e Licone ad accusare Socrate di corruzione e di empietà, accuse che gli valsero la condanna a morte. Vengono poi messe in luce le ragioni che portarono Socrate a rifiutare l’aiuto dei suoi amici più cari che volevano sottrarlo alla morte e ad accettare quella condanna anche se ingiusta. Si fa leva, infatti, sul grande senso di coerenza che Socrate aveva e sull’esempio che egli ha voluto lasciare non solo ai posteri ma ai suoi stessi figli. La semplicità con la quale il lavoro è scritto non è una banalizzazione del messaggio socratico: ciò che colpisce è l’uso di termini tecnici opportunamente spiegati (ad esempio “macrologia” e “brachilogia”) e l’inserimento tra le righe, attraverso le parole di Socrate, di messaggi di ripudio della guerra, del conflitto e della violenza a favore del confronto e della discussione. A questo bisogna aggiungere un’attenta ricostruzione del quadro storico entro il quale il filosofo ateniese nacque e crebbe e l’esperienza personale dello stesso autore che è laureato in filosofia ma che esercita la professione di docente di scuola primaria. Ad arricchire questo libro troviamo le belle illustrazioni di Manuela Lupis. Buona lettura a grandi e piccini! [Chiara Carratù]

Massimo Bacchini – Emiliano Di Marco

Il Simposio di Spallone

La nuova Frontiera, Roma 2007

“Il Simposio di Spallone” è un breve testo illustrato che rinarra la storia del Simposio di Platone; la particolarità consiste nel fatto che questo libro è indirizzato ai bambini. Lo stile scherzoso e agile, arricchito dalle belle illustrazioni di Emiliano di Marco, rendono questo volume a tal punto piacevole che prima che ai bambini, la sua lettura andrebbe consigliata agli adulti. Attraverso le domande che Spallone (alias Platone) rivolge a Socrate si può venire a contatto con quel bambino curioso che l’età, la serietà e i problemi hanno nascosto nelle pieghe dell’animo di noi adulti. Bisogna, infatti, leggere un libro indirizzato ai bambini per scoprire che si deve diffidare dei “…filosofi tristi e seri che non si divertono mai perché se sono tristi non possono insegnare agli altri ad essere felici…” e che “…se non si ha la pancia piena non si riesce a nutrire anche lo spirito…”; ecco dunque l’importanza del simposio che non è assimilabile al pranzo o alla cena come siamo abituati a pensarli. Il simposio è un incontro che permette allo stesso tempo di nutrire anima e corpo. L’altro merito di questo libro è dato dal fatto che avvicina come non mai la filosofia alla nostra quotidianità per cui non è più quella materia, come dice un vecchio adagio, “con quale o senza la quale si resta tali e quali” ma è quella materia sulla quale si fonda il nostro essere umani perché anche il semplice curiosare, il domandare o il conversare è fare filosofia. Libro consigliato dunque a tutti quei bambini curiosi che vogliono diventare grandi ma anche a tutti quegli adulti che vogliono provare a tornare bambini. [Chiara Carratù]

Giuseppe Ferraro

La filosofia spiegata ai bambini

Napoli, FILEMA, 2000

Il libro raccoglie l’esperienza condotta presso la scuola elementare di San Felice a Cancello, un paesino della provincia di Caserta, da Giuseppe Ferraro – docente di filosofia all’Università di Napoli – che, con la partecipazione attiva delle insegnanti, in cinque incontri, ha parlato a bambini di 2^, 3^, 4^, 5^ elementare degli elementi: acqua, fuoco, terra, aria, essere.

Ferraro confessa di aver avvertito “tutto il peso della responsabilità” di ciò che andava a fare. “Per strada mi ripetevo che dovevo dire ai bambini che la filosofia si occupa dell’origine delle cose. […] Ero a due passi dalla scuola. Mi fermai in me stesso davanti al suo cancello e capii: la filosofia non si occupa dell’origine. […] Se penso a Talete, mi rendo conto che non poteva essere l’origine il suo problema, non era sull’origine della vita e di ogni cosa che indagava, ma su come la vita e ogni essere si sostiene. […] La questione è sulla sostenibilità e vivibilità stessa della vita. Di questo ho parlato con gli alunni delle elementari di San Felice a Cancello”.