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Dal Piemonte…

di Agostino Roncallo

– il 26 Febbraio si è svolto un incontro a Schio per il
secondo anno di sperimentazione con le maestre: i lavori in corso sono
molto  interessanti e speriamo di potervi dare presto un resoconto delle
discussioni filosofiche che le maestre stanno conducendo, grazie anche al
coordinamento di Linda Meneghin;

– nel frattempo a Verbania il 18 Marzo alle ore 18,00,
presso la biblioteca comunale, Alessandra Freschini e Massimo Zeppa
presenteranno il volume della nostra collana “Io, tu e… la scuola. Teorie
e pratiche della relazione educativa”. La discussione coinvolgerà anche
gli studenti.

– Stiamo infine raccogliendo le scheda dei soci piemontesi
che saranno circa 10: in Veneto invece la nascita del nuovo gruppo si fonda
sulla “testa di ponte” dei primi due soci Nevio Faoro e Linda Meneghin.

“UNA LINGUA PER L’ALTRO” (Verbana 6 nov.)

Il gruppo si riunisce alle ore 15,00 all’istituto Cobianchi. Sono presenti, oltre al sottoscritto, Anna Cavaliere, Sara Piemontesi, Gabriela Benato,
Tiziana Mozzana e Fabio Colombo.

Anna e Sara presentano la struttura definitiva del loro libro sull’italiano come seconda lingua, proponendo le modifiche da apportare prima dell’invio alla casa editrice, che è previsto per fine Novembre.

Si discutono e si approvano le diverse modifiche e integrazioni. La soddisfazione nasce dal fatto che il lavoro si presenta come assai innovativo e conclude un’esperienza di ricerca degli ultimi anni. Complimenti alle curatrici e a tutto il gruppo.

Prima della conclusione della seduta, viene fatta una panoramica delle varie attività in corso e dei progetti su cui il gruppo è attualmente impegnato.

Agostino Roncallo

RIUNIONE DEL GRUPPO PIEMONTESE DI AMICA SOFIA (Torino 5 nov.)

Nell’incontro che si è tenuto nella sede dell’Ufficio di Supervisione e Coordinamento del Tirocinio del Corso di laurea di Scienze della Formazione
Primaria di Torino, erano presenti Alberto Galvagno del cuneese, Claudio Calliero di Torino, Agostino Roncallo e Alessandra Freschini di Verbania.

Si è discusso vivacemente sulle direzioni di senso e sullo stile narrativo dei testi della collana del CRLE, testi che approfondiscono tematiche legate al linguaggio in senso filosofico in uno stile narrativo che rifiuta il pedagogese accademico.

Sono anche stati definiti i tempi di realizzazione del libro di Galvagno e Calliero dl titolo provvisorio
“Abitare la domanda” che vuole puntualizzare alcuni temi attuali sulla filosofia con i bambini alla luce delle esperienza realizzate dagli autori in provincia di Cuneo e a livello universitario con le tirocinanti di Scienze della Formazione Primaria sia a livello di laboratorio che a livello di tirocinio nelle scuole dell’infanzia e primarie del territorio.

Contemporaneamente si è provveduto a rendicontare le esperienze di formazione e sperimentazione di Schio e di numerose scuole del cuneese che si stanno avvicinando alla pratica filosofica grazie a una ventina di studentesse di SFP di Torino e a presentare il Convegno del 28 novembre che
si terrà nella sede universitaria di Savigliano (CN) dal titolo “Filosofare con i bambini nella scuola: perché?”.

È prevista poi una massiccia azione per il tesseramento di Amica Sofia nel cuneese per l’anno 2009.

Alberto Galvagno

LA SPERIMENTAZIONE DI SCHIO

PROGETTO DI SPERIMENTAZIONE: LE INTELLIGENZE MULTIPLE
a cura del Comune di Schio

con la collaborazione del Centro di Ricerche sul Linguaggio e l’Educazione e di Amica Sofia

IL CONTESTO E LE FINALITA’

Vi sono nuove sofferenze che, da qualche tempo, sembrano affliggere la scuola italiana. Mai come nel corso del 2007 i quotidiani hanno diffuso notizie sul bullismo e la violenza giovanile. Sono questi, forse, solo casi estremi, rispetto a un diffuso e tangibile “disamore” nei confronti delle scuole, dei libri, della conoscenza. Le ragioni per cui i giovani trovano difficoltà a “dare un senso” al loro vivere scolastico sono oggi molteplici: servono dunque. proposte in grado di colpire la fantasia dei più giovani, ossia proposte commisurate ai sogni, ai desideri, alle insicurezze. Riteniamo che una delle finalità educative più importanti oggi sia quella di creare le condizioni affinché i bambini, i ragazzi, possano ritrovare un legame con il mondo della conoscenza: un legame affettivo perché, per loro, il “senso” è nelle cose che si desiderano e che si sentono proprie. Il legame è un senso di appartenenza per tutto ciò che, per la prima volta, entra nel mondo del “conosciuto”. Ci si chiede come fare, quali strategie adottare per accorciare le distanze e riavvicinare i giovani al sapere. Le esperienze sulle “intelligenze multiple” hanno mostrato che non esiste un’unica strada maestra verso la conoscenza, ma molti sentieri ancora da tracciare. Noi viviamo dentro pratiche dialogiche: le parole che usiamo costruiscono la realtà, e non viceversa. Prendiamo dunque un piccone, noi maestri e voi bambini, per “scavare” quelle parole ed estrarne significati. Tutti coloro che percorrono quei sentieri sono esseri altrettanto multipli: vivere nel dialogo è impossibilità di continuare a essere ciò che si è, è vivere un atteggiamento interrogativo, dubitativo come il solo che permetterà di entrare in una reciproca dimensione di ricerca. C’è un’istanza di fondo da condividere: “Anche se sono piccolo posso pensare”. Nelle esperienze proposte, ci sono bambini e ragazzi che si accorgono di poter pensare e, a quel punto, non vorrebbero più staccarsi dai loro pensieri. Ne sono gelosi, come è giusto. La conoscenza non é patrimonio degli adulti, appartiene anche e soprattutto a loro. Negli scenari proposti il pensiero ha inizio dalla “parola”, ma non una parola lontana, bensì una parola in cui identificarsi, anche attraverso l’esercizio della metafora. Dalla “parola”, porte di accesso alla conoscenza, nasce la “domanda”, che di quella conoscenza è il motore.

GLI OBIETTIVI GENERALI

1. Creare nel gruppo la consapevolezza di essere una comunità di ricerca…
2. che sviluppa capacità di comunicazione interpersonale…
3. nel rispetto delle diversità…
4. dove ogni bambino o ragazzo attivi e incrementi la capacità di trovare il “senso” che è nelle parole.

LE ABILITA’ COGNITIVE
1. Di investigazione e ricerca (osservare, descrivere, narrare)
2. Di ragionamento logico e analogico
3. Di elaborazione (definire, classificare)
4. Di traduzione (comprendere, scrivere, ascoltare)

LE MODALITA’:

Gli “scenari” didattici che seguiranno, richiedono che insegnanti e allievi ragionino assieme: ci sono temi in cui non contano molto le differenze di età e di istruzione. Il dialogo ha qui un ruolo importante. Si tratta di un dialogo inteso come “pensiero riflessivo”, cioè come paziente lavoro “di scavo” delle parole: in un tempo in cui non si ha più tempo per pensare, si rischia di perdere il tempo del dialogo, che richiede invece calma e non è economico. L’interpretazione, la ricerca del “senso” che è nelle cose, è un processo costante, ermeneutico, fondato sull’ascolto reciproco: è infatti ascoltandosi che le parole si possono mettere a confronto, si possono soppesare, fino a trovare connessioni e significati nuovi, inattesi. Non è improprio, né eccessivo, neppure per gli adulti, sorprendersi per una nuova scoperta: è forse, proprio questo, ciò che più conta in una relazione educativa. La conoscenza nella scuola può apparire a volte un fatto scontato: ma non è più così ogni volta che si prende una parola, la si guarda da più angolazioni, la si rapporta al proprio Io e alla propria esistenza. Ci si accorgerà allora che parole e concetti nascondono una pluralità di significati: sono “significanti” per ciò che, in potenza, possono diventare. Scoprire un significato, raccontarlo, metterlo a disposizione degli altri, non é un’operazione “neutra”: noi siamo nelle nostre parole e ciò equivale a dare ogni volta qualcosa di noi stessi. Occorre trascrivere, raccogliere e custodire gelosamente ogni nuova scoperta.